Nell’editoriale di oggi parliamo della morte di Abderrahim Fakir, avvenuta a Bologna mentre veniva immobilizzato dalla polizia, e delle domande ancora aperte sulla dinamica e sulle eventuali responsabilità. L’autopsia e le immagini delle bodycam saranno decisive, mentre gli agenti e gli operatori sanitari presenti sono stati inseriti nel registro delle annotazioni preliminari, introdotto dal decreto Sicurezza per valutare entro tempi ridotti se procedere con un’indagine. Il caso riapre così il dibattito sul cosiddetto scudo penale per gli agenti e sulla fiducia nelle istituzioni, già compromessa da vicende come quelle di Magherini, Aldrovandi, Cucchi e Uva, proprio nei giorni del venticinquesimo anniversario del G8 di Genova.
Nel centrale di oggi spazio invece ad un argomento che riguarda da vicino il governo cinese perché il metodo usato a Hong Kong, in nome della legge sulla sicurezza nazionale per cui continuano le azioni di repressione alle libertà dei cittadini, anche attraverso la perquisizione e degli arresti all'interno delle librerie indipendenti, sembra essersi esteso anche al resto della Cina. Infatti a inizio luglio è entrata in vigore la legge dell'unità etnica, contestata dai gruppi per i diritti umani in quanto prevede, tra le altre cose, che i cittadini cinesi possono essere perseguitati anche all'estero qualora le loro azioni minaccino l'unità del paese.
In coda infine parliamo degli aggiornamenti sulla guerra in Iran dove continuano gli attacchi reciproci tra Washington e Teheran, di uno dei più grandi attacchi missilistici russi dall'inizio della guerra in Ucraina in diverse città tra cui la capitale di Kyiv e del nuovo primo ministro britannico Andy Burnham che si è insediato oggi a Downing Street.