L’hantavirus è già storia vecchia, è di nuovo il momento dell’Ebola
19 maggio 2026
Nell’editoriale di oggi parliamo della richiesta avanzata da Meloni alla Commissione europea per ottenere maggiore flessibilità sui conti pubblici legata alla sicurezza energetica, in un contesto segnato dal caro energia, dalle tensioni con l’Iran e dall’incertezza sullo stretto di Hormuz. La premier propone di trattare gli investimenti energetici come quelli per la difesa, chiedendo quindi la possibilità di aumentare il debito oltre i limiti europei. Sullo sfondo c’è anche il dibattito sulle spese militari, con il governo che sembra voler ridimensionare gli impegni presi con la NATO per dare priorità ai costi dell’energia e alla situazione economica interna.
L'approfondimento di oggi lo dedichiamo alla situazione nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda dove è in corso un'epidemia di Ebola, malattia letale che si trasmette all'uomo, causata da una specie del virus meno nota che non ha un vaccino o un trattamento specifico per contenere la malattia. A causa di questa situazione infatti l'OMS, l'Organizzazione mondiale della sanità, ha dichiarato l'epidemia di Ebola un'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale. Proviamo a fare chiarezza in merito a quello che sta succedendo cercando di capire come influiscono diversi altri fattori come la crisi politica nelle province interessante e del vuoto lasciato da paesi come gli Stati Uniti che l'anno scorso, all'inizio dell'amministrazione Trump, hanno chiuso USAID, fondamentale per gestire progetti umanitari in Africa.
In chiusura infine parliamo dell'attacco statunitense annullato da Trump contro l'Iran su richiesta dei Paesi del Golfo per non compromettere i negoziati, della sparatoria nella moschea di San Diego in California, dell'esercito israeliano che ha intercettato gran parte delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla e della causa vinta da Sam Altman contro Elon Musk.