Nell’editoriale di oggi parliamo del caos al ministero della Cultura, dove il ministro Alessandro Giuli ha licenziato due stretti collaboratori, tra polemiche, tensioni interne e accuse di cattiva gestione. Sullo sfondo ci sono diversi scandali recenti: dal caso dei finanziamenti negati al documentario su Giulio Regeni alla polemica sul padiglione della Russia alla Biennale di Venezia, fino agli scontri politici dentro la stessa maggioranza. Il risultato è un ministero sempre più instabile e isolato, con Giuli sotto pressione sia dall’opposizione sia dagli alleati di governo, mentre crescono le tensioni attorno all’esecutivo Meloni.
L'approfondimento di oggi lo dedichiamo alle elezioni locali in Regno Unito, importante banco di prova per il governo britannico di Keir Starmer, e che hanno visto i laburisti subire una pesante sconfitta. E con i conservatori all'opposizione ancora in piena difficoltà, ad emergere sono stati i Verdi ma soprattutto Reform UK, partito di estrema destra, conservatore ed euroscettico. Il successo alle elezioni si unisce a quello del suo fondatore nonché leader Nigel Farage che, dopo il sostegno alla Brexit nel 2016, non ebbe più rilevanza politica. Almeno fino ad ora: i britannici hanno deciso davvero di puntare su di lui per un prossimo futuro?
In coda infine parliamo dello stallo dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, del rientro a casa dei passeggeri della nave da crociera MV Hondius dopo l'epidemia di Hantavirus a bordo e della liberazione di Saif Abukeshek e Thiago Avila, i due attivisti arrestati durante la missione della Global Sumud Flotilla intercettata in acque internazionali da Israele.
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