L'editoriale di oggi è dedicato alla copertina de L'Espresso che in un'immagine ritrae un colono israeliano armato mentre schernisce una donna palestinese indifesa, uno dei tanti soprusi quotidiani che subiscono i palestinesi che vivono in Cisgiordania. Nel giro di poco tempo, la fotografia è diventata un caso diplomatico, visto che l'ambasciatore Israeliano in Italia, Jonathan Peled, l’ha definita parte di un tentativo di manipolazione della realtà, atta a promuovere stereotipi e odio. La realtà, invece, è ben peggiore di quanto questa fotografia possa raccontare.
Il centrale parla invece della nuova corsa agli armamenti, che questa volta non riguarda più missili o testate nucleari, ma lo sviluppo sempre più rapido di sistemi basati sull’intelligenza artificiale applicata alla guerra. Droni autonomi, robot militari e software capaci di analizzare enormi quantità di dati e colpire obiettivi senza intervento umano stanno infatti trasformando il modo stesso in cui si combattono i conflitti. Al centro di questa competizione, ancora una volta, ci sono Cina e Stati Uniti, impegnati in una sfida che molti esperti paragonano per portata all’era atomica, ma che a differenza del passato non genera lo stesso livello di allarme pubblico.
Infine, in coda citiamo la condanna di un tribunale francese nei confronti di Lafarge, una delle più grandi aziende al mondo di cementi, per aver finanziato dei gruppi jihadisti in Siria, l'entrata in vigore del blocco navale annunciato da Donald Trump per i porti iraniani, le indiscrezioni del New York Times sui negoziati tra Stati Uniti e Iran, e le dichiarazioni di Giorgia Meloni e Matteo Salvini in relazione alle parole di Trump contro Papa Leone XIV.
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