È lecito chiedere a una persona Israeliana di “dissociarsi” dalle azioni del suo governo?
27 maggio 2026
Nell’editoriale di oggi parliamo delle polemiche attorno al Roma Pride, che ha escluso dai carri della parata l’associazione ebraica LGBTQIA+ Keshet. Al centro della vicenda ci sono alcune dichiarazioni pubblicate dal collettivo sul conflitto tra Israele e Gaza, in particolare il rifiuto di definire quanto accade come genocidio. Secondo gli organizzatori del Pride, questa posizione non sarebbe compatibile con il manifesto politico della manifestazione, mentre Keshet denuncia un trattamento discriminatorio e parla di possibili derive di antisemitismo.
Nella parte centrale di oggi ci concentriamo sul discorso che il presidente israeliano Isaac Herzog ha pronunciato pochi giorni fa a Gerusalemme durante un evento pubblico. A pochi giorni dalla condanna internazionale nei confronti del ministro Ben Gvir e dei fatti sulla Global SumudFlotilla, Herzog ha condannato la violenza che a suo dire si sta sempre più insinuando all'interno di Israele. A sostegno del discorso infatti cita la violenza dei coloni israeliani, del danneggiamento di simboli di altre religioni e anche della brutalità nei confronti dei detenuti, un riferimento implicito alle accuse di abusi ai palestinesi all'interno delle prigioni israeliane. Ma per quanto insolite e forti queste parole sembrano essere non tanto una condanna alla tutta la società israeliana quanto più una mossa politica per allontanarsi dal governo, a pochi mesi dalle elezioni politiche e scoglio arduo da superare per lo stesso Netanyahu.
In chiusura infine parliamo degli attacchi israeliani a sud e a est del Libano sempre più intensi contro Hezbollah, degli arresti in Grecia per la frode sui sussidi agricoli dell'Unione Europea e della chiusura in Spagna di Polymarket e di Kalshi per sospetta violazione delle regole sul gioco d'azzardo.