Nell'editoriale di oggi parliamo delle elezioni in Israele, dove né Benjamin Netanyahu né il suo sfidante Gadi Eisenkot sembrano avere una maggioranza. A essere decisivi potrebbero essere i partiti arabi israeliani, che hanno ottenuto un risultato storico, ma con cui quasi nessuno vuole allearsi. Una situazione che solleva interrogativi sulla democrazia israeliana, sulla rappresentanza politica della minoranza araba e sul futuro del governo.
Il centrale è dedicato alla successione di António Guterres alla guida delle Nazioni Unite. Secondo il Wall Street Journal, l'amministrazione Trump starebbe valutando di sostenere Viktor Orbán come prossimo segretario generale dell'ONU, cercando anche l'appoggio di Russia e Cina. Ma la candidatura dell'ex premier ungherese presenta diversi ostacoli, a partire dal possibile veto di Francia e Regno Unito. Perché Trump vorrebbe proprio lui? E quanto conta davvero chi guida le Nazioni Unite? La vicenda apre una riflessione sui limiti strutturali dell'ONU, spesso paralizzata dalle stesse potenze che dovrebbe tenere sotto controllo, e sul futuro di un'organizzazione che continua a garantire anche ai Paesi più piccoli un posto al tavolo internazionale.
Nella coda citiamo la fuga di Bolsonaro dal Brasile dopo la vittoria elettorale di Lula, le novità sull’inchiesta per la morte di Abderrahim Fakir durante un intervento della polizia a Bologna e la scarcerazione di Youssef Siher, legato alle proteste di Milano. Infine, ci occupiamo della guerra in Ucraina e dell’insolita telefonata tra Vladimir Putin, il presidente finlandese Alexander Stubb e il premier norvegese Jonas Gahr Støre, in vista dei nuovi negoziati di pace.