Ep. 681 - Sto volando, Jeffrey… dritto verso la Biennale!
11 marzo 2026
Tra le altre cose, oggi parliamo dell'irritazione di Meloni verso Giusi Bartolozzi, della polemica sulla partecipazione russa alla Biennale di Venezia, del presidente ad interim malgascio che ha deposto il primo ministro e sciolto il governo, delle elezioni in Nepal, della notte di attacchi peggiore a Teheran, degli sfollati in Libano, del Leader Supremo iraniano ferito, delle mine nello stretto di Hormuz e dei pupazzi gonfiabili che salutano Gesù come degli scemi.
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Commenti 3
Michele CutoloC+
Commento riguardo al primo blocco.
Io ero d'accordo con Alessio, anche se alla fine ha ceduto e si è lasciato convincere: l'ipocrisia non è, purtroppo, la cosa peggiore in questo momento storico. E non lo chiamerei "moralismo" provare a opporsi a una deriva generale. Nello specifico però sono d'accordo con Chiara sul fatto che non è così importante in questo momento se la Russia partecipa o meno alla biennale. Cioè, partecipi, non partecipi, chi se ne frega. Solo, non diamogli risalto.
E comunque per me non si può fare arte apolitica. Nel senso, anche l'esempio dell'ammore: non penso che possa essere apolitico o meno a seconda dei casi, perché il concetto di amore astratto non esiste neanche nell'arte, a meno che non sia arte vuota. E come dice Alessio un'arte che non trasmette un messaggio, non è bella arte.
Poi mi ha fatto pensare alla polemica su Zerocalcare e la casa editrice Passaggio nel bosco. Quelli erano nostalgici fascisti. Questi sono rappresentati di un'autarchia espansionistica. Ma il tema è sempre dove mettere il confine tra l'espressione culturale e la nazione o l'ideale che rappresenta l'autore. Ad esempio, per me boicottare gli autori russi storici, non ha senso. Ma sui contemporanei, considerando che qualsiasi dissidente è morto o in carcere, non sono così sicuro….
Scrivo qua perché ci avete invitato a usare la chat del sito.2 ore fa