In Italia continueremo a bruciare carbone almeno fino al 2038
31 marzo 2026
L'editoriale di oggi parte dalla notizia per cui in Italia le centrali a carbone rimarranno accese fino al 2038, nonostante - da piani precedenti - il loro funzionamento sarebbe dovuto cessare alla fine dell’anno scorso. Le ragioni hanno a che fare con la guerra in Iran e la conseguente crisi energetica globale. Quello che ci chiediamo è se si tratti di una buona o cattiva notizia. E cosa questa scelta ci dica sullo stato delle rinnovabili in Italia e nel resto del mondo.
Il centrale parla invece dell'isola di Kharg, che nonostante sia grande quanto Lampedusa, rappresenta un nodo cruciale nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Da qui passa infatti il novanta percento delle esportazioni di petrolio greggio dell’Iran, e un eventuale attacco da parte degli Stati Uniti - come sembra probabile - avrebbe delle conseguenze molto profonde sull'economia iraniana, rischiando però di peggiorare anche la situazione energetica mondiale.
Infine, in coda citiamo l'attacco iraniano contro una petroliera nel porto di Dubai, la decisione della Spagna di chiudere il proprio spazio aereo ai velivoli statunitensi coinvolti nel conflitto contro l’Iran, la riapertura dell'ambasciata USA in Venezuela, e gli sviluppi nel caso Delmastro.