L'editoriale di oggi è dedicato alla vicenda di Yanis Varoufakis, ex ministro greco delle finanze che sarà processato per incitamento e promozione dell’uso di droghe, dopo che in un'intervista podcast di qualche mese fa aveva raccontato di una sua esperienza legata all'assunzione di sostanze stupefacenti avvenuta trent’anni fa. Il caso Varoufakis ci ricorda quanto, ancora oggi, parlare apertamente di droghe, anche in chiave educativa o riflessiva, possa trasformarsi in un terreno minato.
Il centrale parla invece della vicenda di Quentin Deranque, lo studente di estrema destra ucciso a Lione, che ha scatenato un vero caso politico e diplomatico, con polemiche tra partiti, tensioni tra Parigi e Washington e persino un botta e risposta piuttosto acceso tra Macron e Giorgia Meloni. Dietro l’omicidio ci sono infatti legami con la sinistra radicale, e la vicenda rischia ora di rimodellare gli equilibri politici francesi proprio a ridosso delle elezioni.
Infine, in coda citiamo Deliveroo Italia, finita sotto controllo giudiziario per caporalato, la sentenza del Tribunale di Padova sugli infortuni in smart working, la decisione degli Stati Uniti di consentire la rivendita di una parte del petrolio venezuelano a Cuba, e il nuovo referendum in Islanda per entrare nell'Unione Europea, previsto per i prossimi mesi.