Trump alla fine ha rinunciato all’attacco finale all’Iran?
8 aprile 2026
Nell'editoriale di oggi parliamo di un contesto internazionale teso – tra Trump, timori di escalation e un fragile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran – e di come, in Italia, il dibattito si concentri invece su polemiche interne. Al centro c’è la controversia sui finanziamenti pubblici al cinema, con l’esclusione del film su Giulio Regeni e l’inclusione di progetti più leggeri, sollevando accuse di scelte politiche più che artistiche. Le dimissioni di membri della commissione e le critiche al ministro Giuli riflettono una crescente sfiducia verso il governo: il risultato è un dibattito ridotto a propaganda e contropropaganda, che ostacola una lettura lucida della realtà.
Nell'approfondimento di oggi spazio all'accordo raggiunto nella notte di martedì tra Stati Uniti e Iran per un cessate il fuoco di due settimane in cambio della riapertura dello stretto di Hormuz, bloccato da Teheran e snodo fondamentale per il commercio soprattutto per quello energetico. Proviamo a fare il punto della situazione per analizzare cosa è cambiato rispetto ai giorni scorsi dopo le minacce di Donald Trump, della proposta in dieci punti dell'Iran prima rifiutata e ora presa in considerazione da Washington per i negoziati e delle reazioni internazionali a questa prima importante tregua dopo oltre un mese di guerra.
In chiusura, parliamo del viaggio del vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance in Ungheria, delle conseguenze della grave frana in Molise, di come sia stato impedito a Kanye West di entrare nel Regno Unito, e della liberazione della giornalista statunitense Shelly Kittleson, rapita una settimana fa dalla milizia Kataib Hezbollah.
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