L'editoriale di oggi è dedicato al ricatto politico ed economico esercitato dagli Stati Uniti sull’Ucraina: per contenere il prezzo del diesel in vista delle elezioni di metà mandato, Trump ha allentato le sanzioni sul carburante russo, favorendo Mosca. Allo stesso tempo, ha fatto pressione su Kyiv, minacciando di interrompere la condivisione di intelligence, bloccare le forniture di armi e limitare l’accesso a Starshield, una restrizione che si è poi concretizzata. Tutto questo mentre la Russia continua a colpire le infrastrutture ucraine e a causare vittime civili. La vicenda mette in luce anche la dipendenza europea dagli Stati Uniti.
Nell'approfondimento di oggi spazio al Medio Oriente per fare il punto della situazione in Yemen dove la guerra civile tra le forze governative, supportate dall'Arabia Saudita, e gli Houthi, appoggiate dall'Iran, è tornata ad alta intensità. Le forze yemenite hanno infatti avviato una nuova operazione per recuperare i territori precedentemente conquistati dalle milizie nelle scorse settimane. Tutto questo con l'appoggio dell'Arabia Saudita che si trova anche lei al centro di questo conflitto, con l'obiettivo di ridimensionare il potere degli Houthi in Yemen che da settimane rispondono con attacchi e bombardamenti su obiettivi civili ed energetici del paese arabo.
In coda parliamo delle parole della premier Giorgia Meloni sull'Ucraina in Senato, del piccolo ma simbolico avvicinamento del campo largo sul tema della guerra in Ucraina, delle proteste studentesche in Albania e la decisione della scrittrice Sally Rooney di ritirare la vendita delle sue opere in Regno Unito per il supporto a Palestine Action.
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