L’editoriale di oggi è dedicato al discorso di Donald Trump al World Economic Forum di Davos, giudicato caotico e delirante, tra minacce agli alleati, errori clamorosi e nuove ossessioni. Al centro del'analisi ci sono infatti le gaffe del Presidente, le difese imbarazzate della sua portavoce e un atteggiamento muscolare che ha finito per rafforzare le critiche internazionali. Ma il punto politico più rilevante è la reazione europea: leader e istituzioni hanno alzato i toni, mostrando per la prima volta una linea più dura e meno remissiva nei confronti di Washington. Dopo aver ventilato dazi e persino ipotesi militari, Trump ha infatti fatto marcia indietro. Un dietrofront letto da molti come l’ennesima conferma del soprannome “TACO”, Trump Always Chickens Out.
Il centrale parla invece della situazione in Ucraina, alle prese con l’inverno più rigido dall’inizio della guerra, mentre i continui attacchi russi alle infrastrutture energetiche stanno lasciando migliaia di personesenza elettricità e riscaldamento. Nel frattempo, il quadro internazionale non aiuta: Stati Uniti ed Europa sono alle prese con una crescente tensione in relazione alla Groenlandia, rischiando così di far vacillare e mettere in secondo piano il sostegno all’Ucraina.
Infine, in coda citiamo la decisione del Parlamento europeo in merito all'accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur, la decisione momentanea da parte di Giorgia Meloni di non aderire al Board of Peace di Trump per vincoli costituzionali e la partecipazione invece confermata del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.