Peter Magyar riavvicina l’Ungheria all’UE, mentre i vecchi ministri DISTRUGGONO documenti
23 aprile 2026
In editoriale torniamo a parlare dell'Ungheria e di come il nuovo primo ministro Péter Magyar sta provando ad allineare il Paese nuovamente all'Unione Europea. Infatti Budapest alla fine ha rimosso il veto per il prestito da 90 miliardi per l'Ucraina, dopo che l'oleodotto Druzhba, ha ripreso a trasportare petrolio russo verso Slovacchia e appunto Ungheria, ancora fortemente dipendenti dal petrolio russo: una situazione che a livello geopolitico aiuta il Cremlino, che può continuare a finanziare la guerra contro Kyiv.
L'approfondimento di oggi lo dedichiamo alla Cina perché nella guerra tra Stati Uniti e IranPechino ha deciso di mantenere una posizione ambigua: da una parte i rapporti molto stretti con l'Iran e dall'altra quelli con gli altri paesi del Golfo, anche loro dentro il conflitto. Davanti a tutti la Cina mantiene una certa distanza pur supportando la riapertura dello stretto di Hormuz, ma è emerso come in realtà stia non solo progettando di fornire armi a Teheran ma che in tempi recenti abbia venduto un suo satellite al regime per tenere sotto controllo le basi statunitensi nel Medio Oriente.
In coda infine spazio all'accordo tra Regno Unito e Francia per il controllo del flusso migratorio nel canale della Manica, del sequestro da parte delle Guardie rivoluzionarie iraniane di due navi cargo in prossimità dello stretto di Hormuz e della fiducia al discusso decreto sicurezza in vista dell'approvazione finale di sabato 25 aprile.