L'editoriale di oggi è dedicato ad una riflessione sulla disparità di indignazione con cui l’opinione pubblica occidentale reagisce alle crisi internazionali e sul perché alcuni fatti scuotono più di altri, pur avendo lo stesso peso umano. Prendendo ad esempio le proteste e la repressione in Iran e il confronto con quanto avviene a Gaza, analizziamo una critica strumentale ma non del tutto infondata: l’assenza di una mobilitazione paragonabile a quella pro-palestinese. Un tema profondo, con tante possibili spiegazioni, al quale proviamo ad aggiungere spunti di riflessione che possano in qualche modo fornirci una risposta.
Il centrale parla invece dello storico accordo di libero scambio tra Unione Europea e India, il più grande accordo commerciale bilaterale mai firmato da entrambe le parti, che coinvolgerà quasi due miliardi di persone e circa un quarto dell’economia globale. E nonostante si parli di questa intesa già dal 2007, l’anno in cui si sono avviati i negoziati tra India e UE, è solamente negli ultimi sei mesi che le trattative hanno subito una brusca accelerata, a seguito dei dazi di Trump, portando così al raggiungimento di un risultato tanto atteso.
Infine, in coda citiamo la frana a Niscemi, in Sicilia, l'attacco con droni russi contro un treno passeggeri nel nord-est dell'Ucraina, l'intesa nei Paesi Bassi per formare un governo di minoranza dopo le elezioni dello scorso ottobre, e il decreto sull'immigrazione del governo spagnolo che va in una direzione completamente opposta rispetto al trend mondiale sulla questione.