L’editoriale di oggi è dedicato al dibattito sempre più acceso tra sicurezza online e tutela della privacy, prendendo spunto dal caso di Bumble e dal ruolo della sua fondatrice Whitney Wolfe Herd. L’app di dating, nata con l’obiettivo di proteggere maggiormente le donne online, ha introdotto da tempo sistemi di intelligenza artificiale per limitare l’invio di immagini esplicite non richieste. Questo approccio è diventato un modello di riferimento nel Regno Unito, tanto che il governo, settimana scorsa, ha rafforzato l’Online Safety Act, imponendo alle piattaforme di monitorare immagini e messaggi per contrastare abusi e contenuti illegali. Tuttavia, l’estensione di queste tecnologie ha riacceso forti preoccupazioni riguardo il rischio di indebolire la privacy degli utenti.
Il centrale invece parla dell'enorme scandalo che ha travolto Grok, il chatbot di intelligenza artificiale di Elon Musk, che nelle ultime settimane è finito al centro delle polemiche per la produzione e diffusione di immagini sessualmente esplicite di persone reali, senza il loro consenso. Un fatto gravissimo che ha richiamato l'attenzione di stampa, governi ed enti regolatori, portando in alcuni casi anche a delle forti misure contro Grok. Infatti, l'agenzia che regola i media nel Regno Unito ha aperto un’indagine formale contro il social media X, mentre alcuni Paesi hanno già bloccato temporaneamente il chatbot colpevole di tutta la vicenda. Ci si chiede a questo punto se tali decisioni siano state prese troppo tardi, e nel caso per quale motivo.
Infine, in coda citiamo il bilancio delle vittime in Iran dove la situazione continua ad essere molto grave, la richiesta di condanna a morte per l'ex presidente della Corea del Sud, Yoon Suk Yeol, e l'accordo tra Apple e Google destinato a rendere più intelligente Siri.