Trump si prende il Venezuela, e continua a guardarsi attorno…
7 gennaio 2026
Nell'editoriale di oggi apriamo con l'attacco degli Stati Uniti in Venezuela che hanno portato al rapimento del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores. Cerchiamo di inquadrare l'azione militare degli Stati Uniti e in particolare di come l'amministrazione Trump si sia più che mai avvicinata di nuovo alla dottrina Monroe, risalente al XIV secolo e improntata su una politica estera all'epoca aggressiva e in opposizione al colonialismo dell'Europa.
Nel centrale spazio ad un'approfondimento sull'operazione condotta dagli Stati Uniti in Venezuela e che ha portato al rapimento di Nicolas Maduro, ora negli Stati Uniti insieme a sua moglie con l'accusa di narcoterrorismo, traffico di droga e possesso di armi. In questo momento Delcy Rodriguez, fedelissima di Maduro, è stata eletta presidente ad interim, ma tutti i discorsi sono rivolti non solo al petrolio venezuelano, che piace parecchio agli Stati Uniti sia per questioni economiche e geopolitiche, ma anche per il fatto che l'aggressione militare da parte di Washington ha riacceso nuovamente in Trump la volontà di prendersi anche altri territori, come la Groenlandia.
In coda infine parliamo dello sciopero del personale ferroviario in Emilia Romagna a seguito della morte del capotreno di Trenitalia a Bologna, dei mancanti controlli di sicurezza ammessi dal comune svizzero di Crans - Montana negli ultimi cinque anni all'interno del bar Le Constellation e del vertice di Parigi in cui Regno Unito, Francia e Ucraina hanno firmato una dichiarazione per aprire al dispiegamento di truppe francesi e britanniche in territorio ucraino.
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