A Belfast ci sono stati scontri violentissimi dopo un’aggressione per strada
11 giugno 2026
L’editoriale di oggi è dedicato alle violente proteste scoppiate a Belfast dopo l’accoltellamento di un uomo da parte di un rifugiato sudanese. Quella che era iniziata come una reazione a un grave fatto di cronaca si è rapidamente trasformata in una serie di disordini contro immigrati e minoranze etniche, con aggressioni, incendi e scontri con la polizia. La vicenda si inserisce in un contesto più ampio, segnato dalla crescente centralità del tema dell’immigrazione nel dibattito politico britannico ed europeo, dal ruolo di figure come Nigel Farage e dall’influenza dei social media.
Nella parte centrale della puntata parliamo del Mondiale di calcio. In questi giorni infatti, anche se il torneo non è ancora iniziato, diverse polemiche hanno accompagnato l'accoglienza degli Stati Uniti, uno dei paesi ospitanti insieme a Canada e Messico, ai partecipanti della competizione. Tra tutte la federazione calcistica iraniana, paese qualificato al Mondiale e in guerra con Washington, che ha avuto parecchi problemi con l'accettazione dei visti a causa soprattutto del travel ban imposto dall'amministrazione Trump nei confronti di 39 paesi. Così come ha avuto problemi l'arbitro somalo Omar Artan, designato per dirigere le partite del torneo, ed espulso dagli Stati Uniti. Questioni su cui la FIFA e il presidente Gianni Infantino non sono intervenute direttamente contro gli Stati Uniti, a fronte di un rapporto sempre più consolidato con lo stesso Trump.
In coda infine parliamo del secondo giorno consecutivo di attacchi tra Stati Uniti e Iran, del rapporto pubblicato da Amnesty International sulle politiche israeliane per espellere i palestinesi dalla Cisgiordania e della proposta annunciata dalla premier Giorgia Meloni per contrastare i deepfake.
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