I deputati di Vannacci (eh, già) sono contrari alle armi all’Ucraina
11 febbraio 2026
L’editoriale di oggi è dedicato all’Ucraina e alla narrazione distorta che spesso accompagna il racconto del conflitto: da un lato il sostegno alla resistenza guidata da Zelensky, dall’altro l’etichetta di “Paese accattone” che chiede solo aiuti. Una rappresentazione che stride con ifatti, visto che Kiev ha sviluppato in questi anni una potente industria bellica, soprattutto nel settore dei droni, preparandosi persino a esportarli in Europa. Sullo sfondo, il dibattito politico italiano sull’invio di armi e le tensioni interne alla maggioranza, mentre la guerra continua e l’Ucraina prova a ridefinire il proprio ruolo anche sul piano industriale e strategico.
Il centrale parla invece delle recenti misure con cui Israele ha accelerato la sua strategia di controllo sulla Cisgiordania, aprendo le porte a nuovi insediamenti e indebolendo ulteriormente l’Autorità Palestinese. Le nuove misure hanno scatenato condanne internazionali, provocando il disappunto anche di Donald Trump. Intanto, a Gaza, la situazione rimane drammatica con centinaia di vittime e un valico, quello di Rafah, che non funziona come dovrebbe.
Infine, in coda citiamo la sparatoria avvenuta in una scuola del Canada, le nuove misure approvate dal Parlamento Europeo sul tema dei richiedenti asilo, le proteste antigovernative in Albania.