In editoriale una riflessione su come parlare dell'immigrazione, un tema tornato al centro in Parlamento anche davanti a quello che è stato ribattezzato come Piano casa, approvato dal Consiglio dei ministri e ora al vaglio dei parlamentari, per cui il governo ha in programma di costruire circa 100 mila alloggi a prezzo calmierato nei prossimi dieci anni. Il partito di estrema destra Futuro Nazionale, senza troppe sorprese, ha portato in aula un discorso improntato sulla discriminazione per cui le case popolari, al centro del Piano casa, verrebbero assegnate più agli stranieri che agli italiani, suscitando l'indignazione da parte delle opposizioni politiche.
Nel centrale di oggi spazio al Regno Unito per parlare delle dimissioni del primo ministro britannico, il laburista Keir Starmer, dopo meno di due anni dalla vittoria alle elezioni del 2024. Un periodo in cui il vantaggio accumulato dai laburisti si è affievolito sempre di più non solo per determinate scelte politiche ma anche il caos sulla nomina di Peter Mandelson, amico stretto di Jeffrey Epstein, e della sconfitta alle elezioni locali. Ora si apre il capitolo del successore, su cui per la verità ci sono al momento pochi dubbi: l'unico nome concreto infatti sembra essere quello dell'ex sindaco di Manchester Andy Burnham.
In coda infine parliamo delle sanzioni sospese dagli Stati Uniti all'Iran sul petrolio, delle tensioni tra Bielorussia e Ucraina e del piano per una nuova costituzione in Ungheria proposto dal primo ministro Péter Magyar per rimuovere gli alti funzionari del precedente governo di Viktor Orbán.