Nell'editoriale di oggi parliamo della polemica nata attorno alla foto di un soldato israeliano che distrugge una statua di Gesù in un villaggio cristiano nel sud del Libano, un gesto che ha suscitato forte indignazione internazionale e anche interna a Israele. Il governo, con Netanyahu, ha reagito condannando l’episodio e promettendo un’indagine, sottolineando la tutela delle diverse religioni nel Paese. Tuttavia, il caso riapre il tema delle tensioni verso la minoranza cristiana e degli episodi di ostilità documentati negli ultimi mesi. Il punto centrale diventa così il peso dato ai simboli religiosi, che rischia di oscurare la violenza reale subita dalle persone.
Il centrale parla invece dell'esito delle elezioni parlamentari che si sono svolte in Bulgaria, dove a trionfare è stato Rumen Radev, ex presidente del Paese, a capo del partito Bulgaria Progressista. Se da una parte, la sua vittoria schiacciante è una notizia positiva per una Nazione che ha vissuto otto elezioni parlamentari nel giro di cinque anni, dall'altra parte sono nate molte preoccupazioni per via delle sue posizioni fortemente filorusse, tanto che qualcuno lo ha definito il nuovo Viktor Orbán. Ma è davvero così?
Infine, in coda citiamo la revoca del divieto di esportazione delle armi letali in Giappone, l'inizio della più grande operazione di rimborso della storia negli Stati Uniti, la decisione del nuovo primo ministro ungherese di bloccare il ritiro del Paese dalla Corte Penale Internazionale, e le dimissioni di Tim Cook dal ruolo di amministratore delegato in Apple.