Nell’editoriale di oggi parliamo di scuola e immigrazione, partendo da una nuova intervista del ministro Valditara sui limiti agli studenti stranieri nelle classi e sul divieto di burqa e niqab. Proviamo a distinguere le questioni concrete (come le difficoltà linguistiche e l’integrazione degli studenti) da un dibattito che finisce spesso per spostarsi sul piano identitario, come quando Valditara parla di “white flight” e paragona il rischio delle scuole ghetto all’Alabama degli anni Cinquanta. E intanto rischia di passare in secondo piano un problema molto meno simbolico: quello degli investimenti nella scuola pubblica.
Il centrale di oggi invece è dedicato alle elezioni parlamentari in Russia, le prime dall’invasione su larga scala dell’Ucraina del 2022. Un voto dall’esito ampiamente prevedibile, che ha consegnato a Russia Unita, il partito di Vladimir Putin, una maggioranza schiacciante alla Duma, in un contesto segnato dall’assenza di una reale competizione politica e da numerose segnalazioni di irregolarità. Più che il risultato in sé, però, cerchiamo di capire perché queste elezioni fossero comunque importanti per il Cremlino, quale immagine del consenso interno permettano a Putin di rivendicare e, soprattutto, cosa potrebbe succedere adesso, dalla guerra in Ucraina all’ipotesi di una nuova mobilitazione.
Nella coda citiamo il rinnovo per la Carta dedicata a te, l'approccio differente di USA e UK con l'Arabia Saudita, l'inizio dell'Assemblea Generale dell'ONU e la multa di oltre 400 milioni a Google da parte dell'autorità irlandese.
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